erano le nove di mattina
quando all'improvviso
un fruscio allarmava la mia mente
un ronzio alle orecchie cresceva
coprendo la voce
radio
le mie tempie
si oscurava la visione
"pasquale cosa è? mi dissi"...
le gambe tese .subito si bloccarono e caddi
il 23 novembre un lunedì
come tanti la mia vita
cambiò
un giorno cosi insignificante
almeno numericamente.
in lontananza sentivo
aiuto venite è svenuto
venite-venite-venite
la voce scorreva
mentre i minuti passavano
le sirene dell'ambulanza mi raccoglievano
una crisi un ronzio forte alla testa
e io gridavo sta arrivando
ARRIVA
tutto mi tirò verso destra
la lingua il massetere e gli occhi ciechi
e svenni....
"crisi epilettiche"
lo dico ancora volte e venti volte per poterlo dire
e non riesco
Un risveglio incubato
vidi persone amiche e dottori che
parlavano,parlavano , io capivo, ma non rispondevo
la mia voce ,"nasale" smise di rispondere
mi ricordo il nervoso
che questo mi produceva
non poter più rispondere
chiuso in un letto avvolto
da un cubo di plexiglass...
come,un novello faraone
afono.
Poi il silenzio tutto in silenzio
mi svegliai legato mani e piedi
io....liberatemi bastarti!!
il senno operato estratto con il cervello
se ne ando'
liberatemi....
Per giorni non ricordai nessuno
famigliari ....li vedevo intrusi e facevano carezze
alcune volte saltava fuori dalla mia mente
Violenza
una notte sognai delle forme nodose ,nella mia testa
un incubo!!!
un medico mi disse che non era incubo era quello che avevo
e in parte ho
Testa
Glioblastoma multiforme
e io subito dissi allorai miei sette settimi
nei cumuli e spazi che componevo
si fosse
messo questo feccioso
ammasso glicale cellule morte
Tumore
Artista Plastico, yo vivo en México e Italia han hablado de mi trabajo , Vittorio Sgarbi, Marco Vallora, J Sevesio, Mons. Pierangelo Sequeri, E. Testori. A. Zaru,J. Herrera, R. A. Perez, Aurelio González A. , J. R. Cristóbal Larrea, Tommaso Trini Castelli ecc....
sabato 26 gennaio 2019
sabato 3 novembre 2018
SMACCHIAIOLI 2018
preso da fastidiosi pensieri mattutini
mi concentrai e mi domandai :"dove poter prendere un buon ginseng"?
li per li, mi venne in mente il mio solito caffè che stà all'angolo di piazza Solferino
uscendo dal portone , sempre distratto da questi pensieri ,convulsi, andai a sinistra verso porta Nuova ,sotto i portici e mi accorsi che stava iniziando a piovere "cavolo" l'ombrello!!
Dissi meglio così, i portici.... mi rincuorai che nell'errore di correre, scoprì il vantaggio di essere riparato dalla pioggia.
Ecco ,un'invito pubblicitario ammiccava sulla stampa,e m'invitava a vedere i Macchiaioli,"SMACCHIAIOLI"
la consueta esposizione ruffiana di fine anno che a Torino-Milano , si alterna agli impressionisti di turno.
Mi dissi li per li , oggi con l'umore sotto i "Tacchi" non ho nulla da fare e voglia di cercare, poi sempre tirato dai miei pensieri
mi feci coraggio, e dissi: "Vado"!!
All'ingresso non c'era coda , che mi poteva indurre a rinunciare.
arrivai all'uscio e presi il mio biglietto "omaggio " abbonamento musei,
"Si ricordi di non scattare foto nelle sale espositive",
mi raccomandava il custode, con voce ferma!!!
entrai e subito mi resi conto che forse non era quello che si addiceva a tirare su' quel mio maledetto "morale basso".
bè pazienza!!
Paesaggi orizzontali bassi , tonalità terra ,
monocromia dorata, vedute pastorali e campestri,
panni stesi e giochi di luci
pretestuosi -villane!!
Eccoci in un primo Fattori
la noia per la sua composizione
strano...
insolitamente "accademica"!!
permesso? dissi a voce alta
scostando un gruppetto insistente di persone che contro corrente mi venivano incontro
"walk-man" con istruzioni per l'uso!!
come vedere un'opera ?
Poi mi ha colpito il lavoro campestre-paesaggistico del Fontanesi
che più che scorgere la realtà attraversando la macchia
lui cercava il sentimento interiore del paesaggio
sognato interiore di color bruno rame
bituminoso e accentuato da verdi marci vescica , con materie liquide...
egli era sapiente
sfruttava la trasparenza dei colori
frustava letteralmente le tele
con biacche incandescenti
materia sentita rimossa, alla Magnisco.
Lui il Fontanesi cercava la macchia con occhi rivolti nel di dentro
con una vista intracranica come se dipingesse una spettroscopia
della visione cerebrale, e non affatto ottica!!
Meraviglia!!
Un Fattori di media grandezza
la scena contadina
due buoi dipinti con indaco
occupano la porzione destra del quadro
il bianco calce ,di un muro a sinistra
sfora la prospettiva
ma tutto rimane fermo
in superficie
Fattori è il macchiaiolo che usa la realtà attraverso" la macchia"
una macchia che non ha l'unico obiettivo di intercettare la forma
con l'occhio
come Signorini..
.no affatto
lui
niente...
dipinge e macchia come segno
linea cruda
infante
la pennellata ,si fa alfabeto
le linee determinano la forza e gli stati d'animo di un paesaggio
lui segna sulle tele graficamente
il vento.
Novembre 2018
mi concentrai e mi domandai :"dove poter prendere un buon ginseng"?
li per li, mi venne in mente il mio solito caffè che stà all'angolo di piazza Solferino
uscendo dal portone , sempre distratto da questi pensieri ,convulsi, andai a sinistra verso porta Nuova ,sotto i portici e mi accorsi che stava iniziando a piovere "cavolo" l'ombrello!!
Dissi meglio così, i portici.... mi rincuorai che nell'errore di correre, scoprì il vantaggio di essere riparato dalla pioggia.
Ecco ,un'invito pubblicitario ammiccava sulla stampa,e m'invitava a vedere i Macchiaioli,"SMACCHIAIOLI"
la consueta esposizione ruffiana di fine anno che a Torino-Milano , si alterna agli impressionisti di turno.
Mi dissi li per li , oggi con l'umore sotto i "Tacchi" non ho nulla da fare e voglia di cercare, poi sempre tirato dai miei pensieri
mi feci coraggio, e dissi: "Vado"!!
All'ingresso non c'era coda , che mi poteva indurre a rinunciare.
arrivai all'uscio e presi il mio biglietto "omaggio " abbonamento musei,
"Si ricordi di non scattare foto nelle sale espositive",
mi raccomandava il custode, con voce ferma!!!
entrai e subito mi resi conto che forse non era quello che si addiceva a tirare su' quel mio maledetto "morale basso".
bè pazienza!!
Paesaggi orizzontali bassi , tonalità terra ,
monocromia dorata, vedute pastorali e campestri,
panni stesi e giochi di luci
pretestuosi -villane!!
Eccoci in un primo Fattori
la noia per la sua composizione
strano...
insolitamente "accademica"!!
permesso? dissi a voce alta
scostando un gruppetto insistente di persone che contro corrente mi venivano incontro
"walk-man" con istruzioni per l'uso!!
come vedere un'opera ?
Poi mi ha colpito il lavoro campestre-paesaggistico del Fontanesi
che più che scorgere la realtà attraversando la macchia
lui cercava il sentimento interiore del paesaggio
sognato interiore di color bruno rame
bituminoso e accentuato da verdi marci vescica , con materie liquide...
egli era sapiente
sfruttava la trasparenza dei colori
frustava letteralmente le tele
con biacche incandescenti
materia sentita rimossa, alla Magnisco.
Lui il Fontanesi cercava la macchia con occhi rivolti nel di dentro
con una vista intracranica come se dipingesse una spettroscopia
della visione cerebrale, e non affatto ottica!!
Meraviglia!!
Un Fattori di media grandezza
la scena contadina
due buoi dipinti con indaco
occupano la porzione destra del quadro
il bianco calce ,di un muro a sinistra
sfora la prospettiva
ma tutto rimane fermo
in superficie
Fattori è il macchiaiolo che usa la realtà attraverso" la macchia"
una macchia che non ha l'unico obiettivo di intercettare la forma
con l'occhio
come Signorini..
.no affatto
lui
niente...
dipinge e macchia come segno
linea cruda
infante
la pennellata ,si fa alfabeto
le linee determinano la forza e gli stati d'animo di un paesaggio
lui segna sulle tele graficamente
il vento.
Novembre 2018
Etichette:
macchiaioli 2018
Ubicazione:
Torino TO, Italia
domenica 28 ottobre 2018
RESISTENZIALISMO 2018
La Nube Battereologica
lanciata a Londra nel 44
da un'esplosione alla Pittura
mandò in frantumi
la figura il ritratto il paesaggio
chiuso in un riflesso
addensava
liquefacendo di nero
l'ombra
il doppio il volto
certamente lasciato da Picasso
preso nella geometria
oggi come ieri
"sindacava"
Mi è arrivato nei giorni scorsi l'invito alla mostra di un pittore
" esistenziale"
Mi sono tornati alla mente le parole di una parte della Critica
che su questo si è espressa più o meno così
"come la lucertola strisciando lascia la sua traccia sulla sabbia
così la pittura "esistenziale "lascia la sua traccia sul terreno della pittura.
...
Poi mi ricordai di qualche opera vista da vicino molto tempo fa'
e la prima cosa che mi venne in mente
una serie di lavori grassi di materia , una bulimia di colore fame di pittura in pittura
materia asciutta e oscena, che solcava il colore con pennelli duri.
con un piccolo sforzo mi ricordai, in una svista,
perchè non approfondì mai questo pittore?!
credo troppo dichiaratamente Gacomettiano,
troppo ovvio.
Ma l'invito era forse a vederei suoi ultimi lavori??
interni , stanze,vuote sgombre
di presenze
un( Move) improvvisato
la luce a neon irradiante di fluoro
raggi di luce affasstellata da segni e feritoie
piccole lamelle di segni che catturano in un nuovo pentagramma,
lo spazio, sterile.
stanze pulite in una continua pulizia ,
l'odore di trementina lascia il posto al pesante odore di questa pittura al cloroformio
tutto inscritto su una retata "spiderman" di segni simili a una garza
tele ovattate e ordinate.
Mi piace pensare forse, che l'atto del pulire gli spazi , le forme
sia il vero gesto!!
transitorio
a un pensiero più eloquente
di vera necessità
per questo artista.
"re-esistenziale"
Milano Ottobre 2018
.
lanciata a Londra nel 44
da un'esplosione alla Pittura
mandò in frantumi
la figura il ritratto il paesaggio
chiuso in un riflesso
addensava
liquefacendo di nero
l'ombra
il doppio il volto
certamente lasciato da Picasso
preso nella geometria
oggi come ieri
"sindacava"
Mi è arrivato nei giorni scorsi l'invito alla mostra di un pittore
" esistenziale"
Mi sono tornati alla mente le parole di una parte della Critica
che su questo si è espressa più o meno così
"come la lucertola strisciando lascia la sua traccia sulla sabbia
così la pittura "esistenziale "lascia la sua traccia sul terreno della pittura.
...
Poi mi ricordai di qualche opera vista da vicino molto tempo fa'
e la prima cosa che mi venne in mente
una serie di lavori grassi di materia , una bulimia di colore fame di pittura in pittura
materia asciutta e oscena, che solcava il colore con pennelli duri.
con un piccolo sforzo mi ricordai, in una svista,
perchè non approfondì mai questo pittore?!
credo troppo dichiaratamente Gacomettiano,
troppo ovvio.
Ma l'invito era forse a vederei suoi ultimi lavori??
interni , stanze,vuote sgombre
di presenze
un( Move) improvvisato
la luce a neon irradiante di fluoro
raggi di luce affasstellata da segni e feritoie
piccole lamelle di segni che catturano in un nuovo pentagramma,
lo spazio, sterile.
stanze pulite in una continua pulizia ,
l'odore di trementina lascia il posto al pesante odore di questa pittura al cloroformio
tutto inscritto su una retata "spiderman" di segni simili a una garza
tele ovattate e ordinate.
Mi piace pensare forse, che l'atto del pulire gli spazi , le forme
sia il vero gesto!!
transitorio
a un pensiero più eloquente
di vera necessità
per questo artista.
"re-esistenziale"
Milano Ottobre 2018
.
Etichette:
2018,
Frerroni Gian.,
pittura Esistenziale Milano
Ubicazione:
Milano MI, Italia
sabato 29 settembre 2018
en la noche septiembre 2018
La noche nos hace olvidar que estamos hablando de pintar
mientras dormía
Homo Marescus
él fue inventado, para hablar de la virtud
Fue llamado a contar
y vive en sus caras
convulsivo
vivir
domenica 26 agosto 2018
.....buscando-te.... "CONTINGENZA"
Come dice S.J.Gould l'Homo Sapiens è una "cosa tanto piccola" in un vasto universo, un evento evolutivo estremamente improbabile nell'ambito della contingenza.
martedì 17 luglio 2018
retrato de gentildama 18
pensando en la mediocridad, un crítico que se hizo pasar por un predicador barbudo, que trató de ocultar mi creación con su cuidado.
La bajeza del arte crtica
Etichette:
pinacoteca brera milano
Ubicazione:
Via Brera, 28, 20121 Milano MI, Italia
venerdì 1 giugno 2018
INTERATTIVIZZANTECARAVAGGOIZZAZIONE..............pensiero stupendo!
compongo il modo
provoco e subisco
con te
reciprocamente
azioni
in-reazioni
per una relazione
fugace...
forse all'insaputa di...
subiamo
per poi mostrare
e mostrarti
nella tua "interazione"
narcisoo...narcisooo...narcisoooo
urlava con la mente
lontana " l'artista promettente"
correva col pensiero concentrato
la sua arte intermittente
lui scorreva col pensiero
interccettante
con occhi socchiusi e pollici" strizzanti "
premeva alle sulle tempie
l'artista interattivo promettente
chiamava sulla tela seicentesca , Narcisooo
rimbalzavano comunque i suoi messaggi
al Maestro Bergamasco, Caravaggio!
incurante il nostro artista promettente che ostinato
cercava
interazione, interazione
stabilendo dei contatti col passato
ad un tratto Michelangelo seccato
a gran voce, "gli rispose"
si chi è?
l'artista promettente gli disse
sei tu Narciso?
Caravaggio : mugugnante mmm..
.No sono io Caravaggio.. chi sei e che vuoi?
nello stupore...
la nostra "promessa artistica "si ricompose e disse.
"mi scusi gran Maestro non volevo disturbare parlavo con la tela di Narciso."..
Caravaggio già seccato rispose bruscamente
Narciso è tutto preso nel specchiarsi
le tue urla,
le ho sentite già da ore
mi ronzavano le orecchie e di un botto ti ho sentito Narcisooo Narcisooo
che gran palle sto Narciso, ma che vuoi?
su due piedi l'"Artista promettente" un po incerto disse:
INTERAZIONE con Narciso!
e aggiunse:
sai io ho creato un'opera su Narciso che deve interagire con la tua. potrei farlo?
Caravaggio disse
"ma che è stà interazione?
"Artista promettente" gli rispose:
sai come dire... è un pensiero che si fà azione
allestisco la mia scultura davanti alla tua
e le persone che vedono la tua e la mia opera
si costruiscono una idea,
la cosa importante non è l'dea
ma il fatto che si generi un pensiero
questa è più o meno
Caravaggio disse
io che mi credevo che fosse....
perchè me lo domandi?
fai quel che vuoi ,basta che non mi rompi
li marroni!!
e io che pensavo che fosse
una cosa sessuale
ma che tipo di scultura è?
marmo bronzo e??
e poi non ho capito ma chi sei e da dove vieni?
Artista promettente rispose
si Maestro, è composta di materiali carta legno e frammenti vari
scultura si ma differente .
ci troviamo difronte a un pensiero forte
che da forma alla materia
che possiede il filo
che conduce alla sua opera Maestro!
L'abbiamo collocata
al centro della sala
interagire!!
Caravaggio
qui si parla di pensieri forti,
meditazioni, interazioni sculture
in frammento.....
non capisco!!
che ci fà stà interazione con la mia?
prenda altra opera
e lascia star Narciso
in santa pace
un po fuori dai marroni
Artista rispose
ma no
signor Maestro
sono anch'io un sommo Artista
promettente ma sapiente
son di nicchia conosciuto, promettente, risaputo
mi han concesso
tutto spazio
perchè d'ingegno già mostrato
sono artista ragionato speculato e cartonato
le confido Gran Maestro interagitointeragito
d'intuizione illuminata
speculata ma efficace
larga scala nominata
con gran eco pubblicata
Etichette:
Caravaggio interagito
Ubicazione:
Roma RM, Italia
domenica 27 maggio 2018
.... a passeggio oggi RIGUTTUSO
Le tele oggi grondavano di rosso
rosso cadmio, medio
,e vermiglione.
La colata inarrestabile rosso "Sangue" si è arginata a Roma nel'87,
quando il pennello sgangherato del pittore ripetente
si è fermato già stanco di fatica.
Dipingeva le sue immagini
con persone immobili
ostaggi della "Storia"
dipinti con pennelli a setole striscianti
intrisi in salsa rossa
fissava la figura
disegnando di gesto "alla prima"
con il suo inconfondibile
segno dal tratto grosso
forte ed impreciso,
di gran nero denso e viscoso li campiva.
amava certo, ritagliare tagliuzzare
spezzare la linea
gli spazi e le fisionomie,
tutto
in un "frammentato- frammento",
Lui
il novello figurativo
un piccolo sisma di terremoto ,
muoveva la linea
su di una tela grezza .
mancava
nei preparativi ,
improvvisava
per dipingere opere con figure contornate ,
poi incollate a francobollo,
per una lettera inviata alla sua composizione indefinita ,
seguendo forse la verticale
un retaggio futurista?
"fumettista-fumettista"
Etichette:
Torino arte
Ubicazione:
Torino TO, Italia
martedì 22 maggio 2018
L'ORECCHIO CRITICO 2018
Prima Fase
Strilla il telefonino è arrivato il messaggino
"riesce ad arrivare come un fulmine?"
il critico Oracolo scrive..
la conversazione diventa asciutta e confusa , e meglio forse una telefonata
l'oracolo svela all'orecchio
una mostra forse sul disegno?
in un luogo al mare
che bello per una volta
il mare
ma non è chiaro dove
comunque il disegno è da esporre....esporre
portando delle foto, per una commissione
pittografica!!
però non so vediamo
loro cosa dicono ???
io non so....
il "disegno è il tema centrale" ,per questa volta steso ad asciugare
al mare
urge una collettiva...collettiva aiutooo, si sente puzza d'ammucchiata
il fetore e il sudore di carte ascellate
sfumate leccate fanno forse l'occhiolino?
no ! ci sono anche disegni per il Guercino arte seria
purchè antica
arte antica serve sempre, e lava la facciata al disegno mal-trattato
Seconda Fase
non ho foto pronte
i disegni sono pesanti, aiuto!! non partono nelle email
potremmo vedere i disegni originali??
meglio no
la commissione pittografica potrebbe non gradire
poco pratica
allora che si fà?
troppo lento troppo lento
perso il tempo!!!
Terza Fase
intanto il ponte festivo è arrivato, corriamo
tutti al mare
c'è la fregola dell'abbronzatura
del meteo,
terrà il sole?
l'oroscopo che dice....
nuvole forse all'orizzonte?
adesso poi, ci si mette anche questo disegno...
speriamo per il brutto così almeno correremo
a vedere questo
IL DISEGNO IMMAGINATO
Quarta Fase
ciondolando nella via
ecco pronti i preparativi
ore 18 inaugurazione,
IRRINUNCIABILE!
svelti svelti
compaiono i berretti
amici e invitati e quattro suocere
babbioni !
che si prestano capo-fila
silenzio esclamavano!!
parla la commissione
aria tesa e culturale...
intanto zitto zitto quel gran furbo
del Marioo
si è prestato
nel gran bagno
di pittura??
troppo nera..troppo nera
troppo stress, troppo stress
commissione pittografica
Sir-HOnio?
urge cura
sono prescritti ampi
bagni no marini
ma termali
il gran quadro riposato
all'albergo cinque stelle
si fregiava
che gran furbo questo Mario
troppa carta con pittura
più veloce, più veloce
li faceva
quadri neri un pò stopposi
con la pietra li pensava
levigava
la figura e ritagliava
che gran bravo il signor Mario
grande plauso grande plauso questa mostra
c'erano tutti!!
Strilla il telefonino è arrivato il messaggino
"riesce ad arrivare come un fulmine?"
il critico Oracolo scrive..
la conversazione diventa asciutta e confusa , e meglio forse una telefonata
l'oracolo svela all'orecchio
una mostra forse sul disegno?
in un luogo al mare
che bello per una volta
il mare
ma non è chiaro dove
comunque il disegno è da esporre....esporre
portando delle foto, per una commissione
pittografica!!
però non so vediamo
loro cosa dicono ???
io non so....
il "disegno è il tema centrale" ,per questa volta steso ad asciugare
al mare
urge una collettiva...collettiva aiutooo, si sente puzza d'ammucchiata
il fetore e il sudore di carte ascellate
sfumate leccate fanno forse l'occhiolino?
no ! ci sono anche disegni per il Guercino arte seria
purchè antica
arte antica serve sempre, e lava la facciata al disegno mal-trattato
Seconda Fase
non ho foto pronte
i disegni sono pesanti, aiuto!! non partono nelle email
potremmo vedere i disegni originali??
meglio no
la commissione pittografica potrebbe non gradire
poco pratica
allora che si fà?
troppo lento troppo lento
perso il tempo!!!
Terza Fase
intanto il ponte festivo è arrivato, corriamo
tutti al mare
c'è la fregola dell'abbronzatura
del meteo,
terrà il sole?
l'oroscopo che dice....
nuvole forse all'orizzonte?
adesso poi, ci si mette anche questo disegno...
speriamo per il brutto così almeno correremo
a vedere questo
IL DISEGNO IMMAGINATO
Quarta Fase
ciondolando nella via
ecco pronti i preparativi
ore 18 inaugurazione,
IRRINUNCIABILE!
svelti svelti
compaiono i berretti
amici e invitati e quattro suocere
babbioni !
che si prestano capo-fila
silenzio esclamavano!!
parla la commissione
aria tesa e culturale...
intanto zitto zitto quel gran furbo
del Marioo
si è prestato
nel gran bagno
di pittura??
troppo nera..troppo nera
troppo stress, troppo stress
commissione pittografica
Sir-HOnio?
urge cura
sono prescritti ampi
bagni no marini
ma termali
il gran quadro riposato
all'albergo cinque stelle
si fregiava
che gran furbo questo Mario
troppa carta con pittura
più veloce, più veloce
li faceva
quadri neri un pò stopposi
con la pietra li pensava
levigava
la figura e ritagliava
che gran bravo il signor Mario
grande plauso grande plauso questa mostra
c'erano tutti!!
![]() |
| Romagna sole pallido |
venerdì 23 marzo 2018
.....mi querido Vincent
venerdì 16 marzo 2018
RETRATO DE TOMMASO.TRINI primera fase
segni e incastri - linee portanti intrecciano la luce irradiante dall'ombra- catturo la fisionomia-
con lastre di nero carbone e fumo di candela -inseguendo il fantasma -
giovedì 22 febbraio 2018
DE-GRADO-Via Andrea Verga milano
![]() |
DEGRADO 4 |
![]() |
DEGRADO 2 |
![]() |
Degrado3 |
Percorro questa rampa di scale , in salita, già stanco per la fatica, con lo sguardo rivolto al basso seguo l'ordine conveniente dei gradini, già per non cadere, il granito era grigio chiaro , polveroso e umido, macchiato di olio e grasso, chiazze di piscio di un cane e odore acre di urina mi inseguono.
Il mio sguardo già offeso alla vista di tanto degrado,in un attimo, mi obbligo a forzare la mia mente sull' immaginazione artistica e sfuggo rapidamente in sogni lontani.
Proseguono veloce le mie gambe nervose, senza vedere, come un cieco,faccio ricorso all'abitudine, più salutare,e di sobbalzo ad un tratto mi arresto,
la scala è terminata!!
FINE
i gradini mi obbligano a fermarmi,in un tragico arresto
ritorno schiacciato con la testa sulla parete della scala ,raccolgo per un attimo ancora il fiato in un sospiro lungo , dunque mi dico: sono arrivato!! non ho scampo , gli occhi mi obbligano a posare la mia vista su quel muro scorticato, calcinacci smangiati e punti corrosi- tutto consunto rosicato dal tempo in degrado, si vedono le ferite e i solchi nel muro "come vagine"aperte, graffi impazziti e cancellature su intonaco sbriciolato, ragnatele cadenti, e macchie di acqua, infiltrazioni... sul plafone
già colpa del pluviale
quel maledetto pluviale che mi porta lontano nei ricordi
già stato denunciato 22 anni fa
perchè ?
perché era colpevole perdeva acqua!!
lui ci rovesciava l'acqua piovana direttamente sul muro,l'acqua s'infiltra per costruire ampie macchie, disegna grande isole d'intonaco sgualcite colorate di muffa gialla e verde
tutto ancora giace li " piangente di acqua piovana"
questa grande chiazza disegnata forse per custodire i nostri segreti e le nostre " colpe".
22 Febrero 2018
![]() |
DEGRADO 5 |
venerdì 9 febbraio 2018
..oggi in un'incursione nella gam...
p
seguendo dalle fosse dello zigomo
scendo dentro
orbite ceche
luce marmorea
catturo i bagliori eroici
di un uomo primordiale
un animale...
trattieniti dentro
il mio odore
![]() |
| HOMO MARESCUS
grande...
ho riscoperto oggi, il gusto di farsi contagiare
toccarmi- toccami- attraversami
disegnare dal vero le forme già espresse
ho ricostruito ancora la possibilità
con l'idea della figura
(HOMO MARESCUS)
ho visto la sapienza collaudata
ho "stuprato" la scultura
e fatto rivivere una diversa funzione della forma
nel dolore
pasqualerussomaresca.tumblr.com |
martedì 19 dicembre 2017
...L'ARTE SI MANIFESTA PER SOTTRARCI ULTERIORMENTE LA REALTA'
ARTE
...ne ho sentito molto parlare
ho sentito sproloqui e critiche forbite
dottrine formulate da novelli sacerdoti e da pedanti cardinali,
critiche rivolte quasi sempre a se stessi, a uno smisurato senso di convenienza e quasi sempre di parole
" muscolari",
che mettono in risalto la propria vanità, il proprio sapere...!! forze del pensiero....
...mi vengono in mente, quei bei gargarismi con collutorio, che normalmente si fanno davanti a uno specchio ...già appunto specchiandosi..
difronte a un quadro
oggi però, mi pongo altre domande
cerco diverse spiegazioni, appunto...
ma in concreto
e mi rivolgo sempre a me stesso :
1) in che modo questa opera d'arte può costruttivamente e concretamente cambiare il mio modo di vedere o pensare alle cose sulla realtà?
o meglio in che modo ri-vedo la mia realtà...
2) in che cosa si rivela , o mi svela un nuovo affaccio? l' opera???
3)quale è il carattere necessario per cui questa opera, d'arte è giusto che mi possa rapire sottraendomi dalla certezza della mia realtà??
4)e soprattutto a cosa serve?
5)e quindi cosa ci faccio? che me ne faccio?
I motivi per cui un opera d'arte può assolutamente essere ricca di rivelazioni, e sicuramente perchè essa, influirebbe sul nostro pensiero
nel modo di contaminare il nostro vedere
e sulla nostra percezione della realtà
i messaggi sono ben chiari e evidenti.
Pensare però che questi messaggi, questi impulsi che sono dentro l'opera d'arte, volontariamente o involontariamente sia l'unico indizio per cui vale la pena risalire per "comprendere" , sarebbe troppo facile e riduttivo.
In verità io credo,che un quadro o una scultura posseggono un destino finale che sono al di là della parete come mera decorazione e della verità, e al di quà della stessa per ciò che in realtà serve e da cosa ne facciamo.
Potremmo immaginare comunque che l'opera d'arte viene vista come - sintesi- di verità,stille d'acqua, scelte come in una selezione di quadri , che,ha lo scopo e la funzione di finestra aperta
un affaccio estivo su parete che ci ricorda un pensiero forte
un progetto da definire o da concludere o forse da cancellare .
Questa finestra aperta , comunque la si veda...
ci costringe a sottrarre il nostro spazio visivo sulla realtà
la realtà dunque ci viene sottratta attraverso il fascino della materia il doppio gioco che ha la funzione-finzione della bellezza e l'enigma della figura e l' ambiguità del colore-luce.
Ma questo quadro cosa vorrà mai dire?
Forse che la sua stessa presenza nasce dalla necessità di negarci la possibilità di vedere?
Come Caravaggio che con le sue figure santificate, ci spinge verso l' oltre... comprimendoci, schiacciandoci ,scavando un varco (verso noi) oltre la superficie della parete, invadendo e aprendo un solco tra noi e lui, tra presente e passato, egli è tra quelli che cerca la verità attraversando la menzogna dell'ombra , creando furbamente,il doppio gioco tra realismo dell'apparenza e la luce...
una luce quasi sempre radente, arricchita da una maestria- talento incline alla
"vero-somiglianza"... e solo in parte, in un secondo momento(osservando bene) percepiamo come il vero senso di questi volumi , figure ammantate di verità.
ebbene si....mi domando:
In che modo Il Martirio di San Matteo potrebbe cambiare la mia visione sulla mia realtà?
Questa opera d'arte , questo capolavoro,è giusto che mi possa rapire sottraendomi dalla certezza della mia realtà??
vediamo un pò......
Il Caravaggio sposa quasi sempre, come idea introduttiva alla scena dell'Opera,( il sipario,) una sorta di sipario su cui si apre la scena " teatrale" ,i gesti ,le espressioni , alcune movenze imbastite e rubate alla vita popolare , che usa come veicolo di sfondamento tra noi e il personaggio del quadro, tra la realtà e la verità, rompe gli schemi tra ciò che rappresenta e quello che realmente è.
Una miscela potenzialmente esplosiva calibrata bene tra quello che la figura inscena con il "personaggio" raffigurato, e la bellezza realistica che possiede.
L'uomo giunge a noi ancora prima del Santo,l' uomo arriva ai nostri sensi ancor prima della nostro visibile, si posa sulla nostra retina oculare per pochi istanti
" la figura santa" o profetica che sia , si scambia,in una sorta di rito ,un uomo santificato..
Ecco in cosa è moderno Caravaggio
è ,nel perché ha dato vita al nuovo volto
a un uomo con sembianze santificate, l'uomo è più vicino a Dio di quanto non si sia manifestato pubblicamente prima.
Lui Caravaggio santifica puttane barboni e semplici uomini, dandole una nuova missione esistenziale ,gli da un nuovo ruolo,
Lui assolve tutto e tutti , li rigenera purificandoli con la sua pittura a colpi di pennello in una sorta di limpida benedizione.
Il Santo s'incontra con l'uomo come per uno scambio di persona .
Il Caravaggio più che in altri pittori e il più dichiaratamente vero ,il primo che ci svela la bellezza e il mistero del reale del quotidiano , i gesti le espressioni del corpo di questi uomini, sono vere come quelle dei nostri Santi che sono stati idealizzati fin ora, ci svela che nella movenza di una mano-mano o di uno sguardo esiste anche il movimento di una Chiesa rivolta solo a se stessa e ci fa capire che la bellezza del pensiero va ricercata nella religione come nel quadro dipinto, e che la verità ci viene in soccorso sopratutto nella vita reale, nel nostro quotidiano, nel nostro compagno o nemico che sia.
Come in un gesto abituale il personaggio centrale dal corpo seminudo che rompe la scena del Martirio di San Matteo egli.. afferra il polso del Santo con una sicurezza e una presa abituale sconcertante
e,nell'attimo prima di trafiggerlo questo personaggio, si china in una postura da" Prigione " (per poi scomodare l'altro Michelangelo)
lui gli ruba la posa, ma non la sofferenza, che è dell'altro, Buonarroti è più intro-verso
Caravaggio al contrario agisce da mandante dipingendo questo sanguinario personaggio (con movimenti da villano ) quasi un grido.
Ecco l'assassino brandisce una spada che alla luce del patibolo-altare stà per uccidere.
Il chirichetto corre verso destra scappando all'agguato (quasi una resa di conti), grida all'omicidio amplificando il movimento della scena
dunque adesso, il sipario è pronto, si apre, e gli spazi si distinguono , le figure seminude posti in primo piano aspettano a convertirsi , mente il Caravaggio li usa Furbamente, per creare una prospettiva ornamentale rinforzata, loro attendono invano il proprio battesimo.
Loro assistono allo scempio già pentiti di questa conversione battesimale , osservano passivi.
...già loro che somigliano tanto al personaggio sanguinario,stanno fissi fermi come statue immobili e oziosi
ancora una volta il Caravaggio specula alla loro vocazione omertosa, e li usa per amplificare una opposizione compositiva, con l'irruenza del gesto di questo giustiziere, che squarcia la nostra scena e ci travolge.
Il Caravaggio si affida al gioco di mano, che aperta (corre al riparo scomodando ancora il nostro beneamato Buonarroti) del San Matteo quasi per schermare la violenza e aprire la mano alla luce redenta provenire dall'alto questa mano che non afferra la palma dell'angioletto che su una nuvola in alto con un gesto circense cade in soccorso del santo, e ci ricorda il suo martirio.
Quanta omertà esiste in questa scena religiosa, che ha la violenza e il sentore di un agguato camorrista.
Ancora una volta per il Caravaggio ciò che vede nel quotidiano è fondamentale egli lo usa per scardinare la nostra iconografia egli ancora, ricompone il fatto (come una merlettaia) e lo ripropone in questa versione sacra.
Mi giungono con una certa urgenza le risposte alle domande:
in che modo sia conveniente, farmi rapire e sottrarre dalla mia realtà?
Lui , Carvaggio mi serve per non dimenticare che la sacralità risiede in ogni luogo che vedo nel mio quotidiano, non come dimensione ma sopratutto come forma, e che Cristo con lui è rimasto uomo, e che la forza della forma si completa con la magia della vero-somiglianza ovvero una sorta di Homo Sacro.
...a cosa serve? che me ne faccio?
privatamente serve per ricordare che il dramma non risiede nella finzione dell'ombra e che esso, incontra la massima forza solo con il bagliore e l'inganno della luce ,mi serve come monito a memoria da non ripercorrere.
SPECCHIO....... L'Arte del riflesso
Oggi tornando a casa ho incontrato il mio parrucchiere Luigi e tra le solite chiacchere a un certo punto parlando, il mio sguardo ha incrociato la mia immagine,mi sono imbattuto in uno specchio... e come avviene di solito ci si dà un'aggiustata ai capelli, un'occhiata veloce e un saluto cortese e via.." ciao alla prossima"...
Poi il ricordo mi ha portato lontano in ricordi da bambino, quando io con mio fratello Bruno andavamo dal parrucchiere per tagliarci i capelli,ricordo che era un grosso problema,io stavo male un giorno prima.
Purtroppo a noi piacevano i capelli lunghi e l'idea di doverseli tagliare era una tragedia.LUTTO
Mi ricordo quando arrivava il momento fatidico, battendo l'asciugamano(come un torero) il barbiere diceva IL PROSSIMO io spingevo mio fratello che non si poteva sottrarre dal carnefice, era li, già a cavallo di quella sedia sinistra, snodabile,poi il barbiere con voce alta,semi confidenziale ti domandava :" come li tagliamo"?
per noi non esisteva un modello vero e proprio.... dicevamo.. con voce timida un po qui un po li il ciuffo nooo per carità...
poi nel corso d'opera il barbiere al solito non capiva niente e nella confusione di parlare, li tagliava ..a suo piacimento terribilmente corti
tu che volevi fermarlo, ma alla fine ti affidavi alla sua clemenza e ti rassicuravi ...saprà lui..
Poi alla fine quando eri quasi pelato si fermava... prendeva uno specchio da tavolo circolare dal cassetto, e ti specchiava la nuca dal retro e domandava se andava tutto bene...
Lo avrei ammazzato!!
Si bene,
lui con un gesto vigoroso afferrava la scopa e come un novello "caronte" gettava via i miei capelli morti sul pavimento.
Già lo specchio
che riflette la mia immagine virtuale,
già perchè quello, quello non sono io
egli riflette sulla mia immagine
egli incrocia la mia immagine
per un momento ancora
resisto
esistono artisti che si sono concentrati sull'uso della luce e del riflesso, già appunto dallo specchio.
Ma che cos'è lo specchio e perché un'artista decide di riferirsi allo specchio come mezzo e utilizzo per comunicare?
e che utilità può avere per me?, o meglio mi domando la solita frase in che modo quest'opera d'arte è giusto che mi possa rapire sottraendomi dalla certezza della mia realtà??
Forse quest'artista mi vorrà dire qualcosa di nuovo?
Egli s'infrange sullo specchio come la sua arte , s'infrange così allo stesso istante la mia immagine riflessa , si materializza per l'attimo per sparire per sempre
la mia persona entra nella superficie metallica delle sue opere già appunto specchiandosi.
esercizi di ri-flessi, riflessioni apparenze di luci e bagliori,specchiandosi in passerelle di gente che di passaggio attraversano queste lamine d'acciaio, veloci guizzi di pensiero effimero.
La luce essa si vera, viene catturata in un gioco ordinato di molecole, che distribuite sulla superficie in piano sono pronte a riflettere le immagini.
Specchi fissi come delle sentinelle stupide rivolte con lo sguardo sulla realtà, custodi di condominio ,attenti e pronti a domandare:
" Lei dica, dove và "?
Già ma bisognerebbe informare questo artista!!!
INFORMIAMOLO
OGGI ESISTONO LE TELECAMERE che registrano con memoria... memorizzando queste beghe condominiali , registrano queste pure situazioni.
Ma poi..che forse memorizzare è già molta fatica?
forse potrebbe non interessare al nostro amico?
Egli specula sulla mia immagine , la riflette e mi ruba la sagoma intrappolandomi in questi fondali specchianti prospettici che lui ama chiamare immagine sul futuro.
Ecco mi ritrovo mio malgrado in una pura situazione, di fatti e situazioni a me estranei .
Egli immobilizza il momento come fosse una" mantovana di carta" carta velata, incollata su un'angolo d'acciaio , figure immobili, che materializza, e dove s'aggira come su una giostra, il primo indizio,e credo l'unico di questo "rebus".
Un flusso di persone s'impossessano dello sfondo, attraversano fluttuanti questi pannelli carichi di luce riflessa, essi creano un movimento spazio-tempo opposto all'immobilismo della figura illustrata- bidimensionale questa campitura ,incollata alla superficie dell'opera,il ritaglio illustrato estrapolato alla fotografia dal gusto pop , un ritaglio perento della pagina di un vecchio quotidiano .
Ecco allora vibra la superficie d' acciaio tirato a lucido
...ne ho sentito molto parlare
ho sentito sproloqui e critiche forbite
dottrine formulate da novelli sacerdoti e da pedanti cardinali,
critiche rivolte quasi sempre a se stessi, a uno smisurato senso di convenienza e quasi sempre di parole
" muscolari",
che mettono in risalto la propria vanità, il proprio sapere...!! forze del pensiero....
...mi vengono in mente, quei bei gargarismi con collutorio, che normalmente si fanno davanti a uno specchio ...già appunto specchiandosi..
difronte a un quadro
oggi però, mi pongo altre domande
cerco diverse spiegazioni, appunto...
ma in concreto
e mi rivolgo sempre a me stesso :
1) in che modo questa opera d'arte può costruttivamente e concretamente cambiare il mio modo di vedere o pensare alle cose sulla realtà?
o meglio in che modo ri-vedo la mia realtà...
2) in che cosa si rivela , o mi svela un nuovo affaccio? l' opera???
3)quale è il carattere necessario per cui questa opera, d'arte è giusto che mi possa rapire sottraendomi dalla certezza della mia realtà??
4)e soprattutto a cosa serve?
5)e quindi cosa ci faccio? che me ne faccio?
I motivi per cui un opera d'arte può assolutamente essere ricca di rivelazioni, e sicuramente perchè essa, influirebbe sul nostro pensiero
nel modo di contaminare il nostro vedere
e sulla nostra percezione della realtà
i messaggi sono ben chiari e evidenti.
Pensare però che questi messaggi, questi impulsi che sono dentro l'opera d'arte, volontariamente o involontariamente sia l'unico indizio per cui vale la pena risalire per "comprendere" , sarebbe troppo facile e riduttivo.
In verità io credo,che un quadro o una scultura posseggono un destino finale che sono al di là della parete come mera decorazione e della verità, e al di quà della stessa per ciò che in realtà serve e da cosa ne facciamo.
Potremmo immaginare comunque che l'opera d'arte viene vista come - sintesi- di verità,stille d'acqua, scelte come in una selezione di quadri , che,ha lo scopo e la funzione di finestra aperta
un affaccio estivo su parete che ci ricorda un pensiero forte
un progetto da definire o da concludere o forse da cancellare .
Questa finestra aperta , comunque la si veda...
ci costringe a sottrarre il nostro spazio visivo sulla realtà
la realtà dunque ci viene sottratta attraverso il fascino della materia il doppio gioco che ha la funzione-finzione della bellezza e l'enigma della figura e l' ambiguità del colore-luce.
Ma questo quadro cosa vorrà mai dire?
Forse che la sua stessa presenza nasce dalla necessità di negarci la possibilità di vedere?
Come Caravaggio che con le sue figure santificate, ci spinge verso l' oltre... comprimendoci, schiacciandoci ,scavando un varco (verso noi) oltre la superficie della parete, invadendo e aprendo un solco tra noi e lui, tra presente e passato, egli è tra quelli che cerca la verità attraversando la menzogna dell'ombra , creando furbamente,il doppio gioco tra realismo dell'apparenza e la luce...
una luce quasi sempre radente, arricchita da una maestria- talento incline alla
"vero-somiglianza"... e solo in parte, in un secondo momento(osservando bene) percepiamo come il vero senso di questi volumi , figure ammantate di verità.
ebbene si....mi domando:
In che modo Il Martirio di San Matteo potrebbe cambiare la mia visione sulla mia realtà?
Questa opera d'arte , questo capolavoro,è giusto che mi possa rapire sottraendomi dalla certezza della mia realtà??
vediamo un pò......
Il Caravaggio sposa quasi sempre, come idea introduttiva alla scena dell'Opera,( il sipario,) una sorta di sipario su cui si apre la scena " teatrale" ,i gesti ,le espressioni , alcune movenze imbastite e rubate alla vita popolare , che usa come veicolo di sfondamento tra noi e il personaggio del quadro, tra la realtà e la verità, rompe gli schemi tra ciò che rappresenta e quello che realmente è.
Una miscela potenzialmente esplosiva calibrata bene tra quello che la figura inscena con il "personaggio" raffigurato, e la bellezza realistica che possiede.
L'uomo giunge a noi ancora prima del Santo,l' uomo arriva ai nostri sensi ancor prima della nostro visibile, si posa sulla nostra retina oculare per pochi istanti
" la figura santa" o profetica che sia , si scambia,in una sorta di rito ,un uomo santificato..
Ecco in cosa è moderno Caravaggio
è ,nel perché ha dato vita al nuovo volto
a un uomo con sembianze santificate, l'uomo è più vicino a Dio di quanto non si sia manifestato pubblicamente prima.
Lui Caravaggio santifica puttane barboni e semplici uomini, dandole una nuova missione esistenziale ,gli da un nuovo ruolo,
Lui assolve tutto e tutti , li rigenera purificandoli con la sua pittura a colpi di pennello in una sorta di limpida benedizione.
Il Santo s'incontra con l'uomo come per uno scambio di persona .
Il Caravaggio più che in altri pittori e il più dichiaratamente vero ,il primo che ci svela la bellezza e il mistero del reale del quotidiano , i gesti le espressioni del corpo di questi uomini, sono vere come quelle dei nostri Santi che sono stati idealizzati fin ora, ci svela che nella movenza di una mano-mano o di uno sguardo esiste anche il movimento di una Chiesa rivolta solo a se stessa e ci fa capire che la bellezza del pensiero va ricercata nella religione come nel quadro dipinto, e che la verità ci viene in soccorso sopratutto nella vita reale, nel nostro quotidiano, nel nostro compagno o nemico che sia.
Come in un gesto abituale il personaggio centrale dal corpo seminudo che rompe la scena del Martirio di San Matteo egli.. afferra il polso del Santo con una sicurezza e una presa abituale sconcertante
e,nell'attimo prima di trafiggerlo questo personaggio, si china in una postura da" Prigione " (per poi scomodare l'altro Michelangelo)
lui gli ruba la posa, ma non la sofferenza, che è dell'altro, Buonarroti è più intro-verso
Caravaggio al contrario agisce da mandante dipingendo questo sanguinario personaggio (con movimenti da villano ) quasi un grido.
Ecco l'assassino brandisce una spada che alla luce del patibolo-altare stà per uccidere.
Il chirichetto corre verso destra scappando all'agguato (quasi una resa di conti), grida all'omicidio amplificando il movimento della scena
dunque adesso, il sipario è pronto, si apre, e gli spazi si distinguono , le figure seminude posti in primo piano aspettano a convertirsi , mente il Caravaggio li usa Furbamente, per creare una prospettiva ornamentale rinforzata, loro attendono invano il proprio battesimo.
Loro assistono allo scempio già pentiti di questa conversione battesimale , osservano passivi.
...già loro che somigliano tanto al personaggio sanguinario,stanno fissi fermi come statue immobili e oziosi
ancora una volta il Caravaggio specula alla loro vocazione omertosa, e li usa per amplificare una opposizione compositiva, con l'irruenza del gesto di questo giustiziere, che squarcia la nostra scena e ci travolge.
Il Caravaggio si affida al gioco di mano, che aperta (corre al riparo scomodando ancora il nostro beneamato Buonarroti) del San Matteo quasi per schermare la violenza e aprire la mano alla luce redenta provenire dall'alto questa mano che non afferra la palma dell'angioletto che su una nuvola in alto con un gesto circense cade in soccorso del santo, e ci ricorda il suo martirio.
Quanta omertà esiste in questa scena religiosa, che ha la violenza e il sentore di un agguato camorrista.
Ancora una volta per il Caravaggio ciò che vede nel quotidiano è fondamentale egli lo usa per scardinare la nostra iconografia egli ancora, ricompone il fatto (come una merlettaia) e lo ripropone in questa versione sacra.
Mi giungono con una certa urgenza le risposte alle domande:
in che modo sia conveniente, farmi rapire e sottrarre dalla mia realtà?
Lui , Carvaggio mi serve per non dimenticare che la sacralità risiede in ogni luogo che vedo nel mio quotidiano, non come dimensione ma sopratutto come forma, e che Cristo con lui è rimasto uomo, e che la forza della forma si completa con la magia della vero-somiglianza ovvero una sorta di Homo Sacro.
...a cosa serve? che me ne faccio?
privatamente serve per ricordare che il dramma non risiede nella finzione dell'ombra e che esso, incontra la massima forza solo con il bagliore e l'inganno della luce ,mi serve come monito a memoria da non ripercorrere.
SPECCHIO....... L'Arte del riflesso
Oggi tornando a casa ho incontrato il mio parrucchiere Luigi e tra le solite chiacchere a un certo punto parlando, il mio sguardo ha incrociato la mia immagine,mi sono imbattuto in uno specchio... e come avviene di solito ci si dà un'aggiustata ai capelli, un'occhiata veloce e un saluto cortese e via.." ciao alla prossima"...
Poi il ricordo mi ha portato lontano in ricordi da bambino, quando io con mio fratello Bruno andavamo dal parrucchiere per tagliarci i capelli,ricordo che era un grosso problema,io stavo male un giorno prima.
Purtroppo a noi piacevano i capelli lunghi e l'idea di doverseli tagliare era una tragedia.LUTTO
Mi ricordo quando arrivava il momento fatidico, battendo l'asciugamano(come un torero) il barbiere diceva IL PROSSIMO io spingevo mio fratello che non si poteva sottrarre dal carnefice, era li, già a cavallo di quella sedia sinistra, snodabile,poi il barbiere con voce alta,semi confidenziale ti domandava :" come li tagliamo"?
per noi non esisteva un modello vero e proprio.... dicevamo.. con voce timida un po qui un po li il ciuffo nooo per carità...
poi nel corso d'opera il barbiere al solito non capiva niente e nella confusione di parlare, li tagliava ..a suo piacimento terribilmente corti
tu che volevi fermarlo, ma alla fine ti affidavi alla sua clemenza e ti rassicuravi ...saprà lui..
Poi alla fine quando eri quasi pelato si fermava... prendeva uno specchio da tavolo circolare dal cassetto, e ti specchiava la nuca dal retro e domandava se andava tutto bene...
Lo avrei ammazzato!!
Si bene,
lui con un gesto vigoroso afferrava la scopa e come un novello "caronte" gettava via i miei capelli morti sul pavimento.
Già lo specchio
che riflette la mia immagine virtuale,
già perchè quello, quello non sono io
egli riflette sulla mia immagine
egli incrocia la mia immagine
per un momento ancora
resisto
esistono artisti che si sono concentrati sull'uso della luce e del riflesso, già appunto dallo specchio.
Ma che cos'è lo specchio e perché un'artista decide di riferirsi allo specchio come mezzo e utilizzo per comunicare?
e che utilità può avere per me?, o meglio mi domando la solita frase in che modo quest'opera d'arte è giusto che mi possa rapire sottraendomi dalla certezza della mia realtà??
Forse quest'artista mi vorrà dire qualcosa di nuovo?
Egli s'infrange sullo specchio come la sua arte , s'infrange così allo stesso istante la mia immagine riflessa , si materializza per l'attimo per sparire per sempre
la mia persona entra nella superficie metallica delle sue opere già appunto specchiandosi.
esercizi di ri-flessi, riflessioni apparenze di luci e bagliori,specchiandosi in passerelle di gente che di passaggio attraversano queste lamine d'acciaio, veloci guizzi di pensiero effimero.
La luce essa si vera, viene catturata in un gioco ordinato di molecole, che distribuite sulla superficie in piano sono pronte a riflettere le immagini.
Specchi fissi come delle sentinelle stupide rivolte con lo sguardo sulla realtà, custodi di condominio ,attenti e pronti a domandare:
" Lei dica, dove và "?
Già ma bisognerebbe informare questo artista!!!
INFORMIAMOLO
OGGI ESISTONO LE TELECAMERE che registrano con memoria... memorizzando queste beghe condominiali , registrano queste pure situazioni.
Ma poi..che forse memorizzare è già molta fatica?
forse potrebbe non interessare al nostro amico?
Egli specula sulla mia immagine , la riflette e mi ruba la sagoma intrappolandomi in questi fondali specchianti prospettici che lui ama chiamare immagine sul futuro.
Ecco mi ritrovo mio malgrado in una pura situazione, di fatti e situazioni a me estranei .
Egli immobilizza il momento come fosse una" mantovana di carta" carta velata, incollata su un'angolo d'acciaio , figure immobili, che materializza, e dove s'aggira come su una giostra, il primo indizio,e credo l'unico di questo "rebus".
Un flusso di persone s'impossessano dello sfondo, attraversano fluttuanti questi pannelli carichi di luce riflessa, essi creano un movimento spazio-tempo opposto all'immobilismo della figura illustrata- bidimensionale questa campitura ,incollata alla superficie dell'opera,il ritaglio illustrato estrapolato alla fotografia dal gusto pop , un ritaglio perento della pagina di un vecchio quotidiano .
Ecco allora vibra la superficie d' acciaio tirato a lucido
giovedì 7 dicembre 2017
venerdì 1 dicembre 2017
Deposizione Domestica 2016
estratto dal saggio di Marco Vallora 2004
Etichette:
Marco Vallora
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Torino TO, Italia
lunedì 27 novembre 2017
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