martedì 19 dicembre 2017

...L'ARTE SI MANIFESTA PER SOTTRARCI ULTERIORMENTE LA REALTA'

ARTE
...ne ho sentito molto parlare

 ho sentito sproloqui e critiche forbite
dottrine formulate da novelli sacerdoti e da  pedanti cardinali,
critiche rivolte quasi sempre a se stessi, a uno  smisurato senso di convenienza e quasi sempre di parole
" muscolari",
che mettono in risalto la propria vanità, il proprio sapere...!! forze del pensiero....
...mi vengono in mente, quei bei gargarismi con collutorio, che normalmente si fanno davanti a uno specchio ...già appunto  specchiandosi..
difronte a un quadro

  oggi però, mi pongo altre domande
 cerco diverse spiegazioni,  appunto...
 ma in concreto
e mi rivolgo sempre a me stesso :

1) in che modo questa opera d'arte può costruttivamente e  concretamente cambiare il mio modo di vedere o pensare alle cose sulla  realtà?
o meglio in che modo ri-vedo la mia realtà...
2) in che cosa si rivela , o mi svela  un nuovo affaccio?  l' opera???
3)quale è il carattere  necessario per cui questa opera, d'arte è giusto che mi  possa rapire sottraendomi dalla certezza della mia realtà??
4)e soprattutto a cosa serve?
 5)e quindi  cosa ci faccio? che me ne faccio?

I motivi per cui un opera d'arte può assolutamente essere ricca di rivelazioni, e  sicuramente perchè essa, influirebbe sul nostro pensiero
 nel modo di contaminare il nostro vedere
e sulla nostra percezione della realtà
 i messaggi sono ben chiari e evidenti.

Pensare però che questi messaggi, questi impulsi che sono dentro l'opera d'arte, volontariamente o involontariamente sia l'unico  indizio per cui vale la pena risalire per "comprendere" , sarebbe troppo facile e riduttivo.

In verità io credo,che un quadro o una scultura posseggono un destino finale che sono al di là  della parete come mera decorazione e della verità, e al di quà della stessa per ciò che in realtà serve e da cosa  ne facciamo.

Potremmo immaginare comunque che l'opera d'arte viene vista come  - sintesi-   di verità,stille  d'acqua, scelte come in una selezione di  quadri , che,ha lo scopo e la  funzione di finestra aperta
 un affaccio estivo su parete che ci ricorda  un pensiero forte
  un progetto da definire o da concludere o forse da cancellare .
Questa finestra aperta , comunque la si veda...
 ci costringe a sottrarre il nostro spazio visivo sulla realtà
la realtà dunque ci viene sottratta attraverso  il fascino della materia il doppio gioco che ha la funzione-finzione della bellezza e l'enigma della figura e l' ambiguità  del colore-luce.

Ma questo quadro cosa vorrà mai dire?
Forse che la sua stessa presenza nasce dalla necessità di negarci la possibilità di vedere?

Come Caravaggio che con le sue figure  santificate,  ci spinge verso l' oltre... comprimendoci,  schiacciandoci ,scavando un varco (verso noi) oltre la superficie della parete, invadendo e aprendo un solco tra noi e lui, tra presente e passato, egli è tra quelli che cerca la verità attraversando la menzogna dell'ombra , creando  furbamente,il doppio gioco tra realismo  dell'apparenza  e la luce...
una luce quasi sempre radente, arricchita da una maestria- talento incline alla
 "vero-somiglianza"...  e   solo in parte, in un secondo momento(osservando bene)  percepiamo come il vero senso di questi volumi , figure  ammantate di verità.
ebbene si....mi domando:
 In che modo Il Martirio di San Matteo potrebbe cambiare la mia visione sulla mia realtà?
Questa opera d'arte , questo capolavoro,è giusto che mi  possa rapire sottraendomi dalla certezza della mia realtà??
vediamo un pò......
Il Caravaggio sposa quasi sempre, come idea introduttiva alla scena  dell'Opera,( il sipario,) una sorta di sipario su cui si apre la scena " teatrale" ,i gesti ,le espressioni , alcune movenze imbastite e rubate alla vita popolare , che usa come veicolo di sfondamento tra noi e il personaggio del quadro, tra la realtà e la verità, rompe gli schemi tra ciò che rappresenta e quello che realmente è.
Una miscela potenzialmente esplosiva calibrata bene tra quello che la figura inscena con il "personaggio" raffigurato, e la bellezza realistica che possiede.
L'uomo giunge a noi  ancora prima del Santo,l' uomo arriva ai nostri sensi ancor prima della nostro visibile, si posa sulla nostra retina oculare per pochi istanti
" la figura santa" o profetica che sia , si scambia,in una sorta  di rito ,un  uomo santificato..

 Ecco in cosa è moderno Caravaggio
 è ,nel perché ha dato vita  al nuovo volto
a un uomo con sembianze santificate,  l'uomo è più vicino a Dio di quanto non si sia manifestato pubblicamente prima.
Lui Caravaggio santifica puttane barboni e semplici uomini, dandole una nuova missione esistenziale ,gli da un nuovo ruolo,
Lui  assolve tutto e tutti , li rigenera  purificandoli con la sua pittura a colpi di pennello in una sorta di limpida benedizione.
Il Santo s'incontra con l'uomo come per uno scambio di persona .
Il Caravaggio più che in altri pittori e il più dichiaratamente vero ,il primo che ci svela la bellezza e il mistero del reale del quotidiano , i gesti  le espressioni del corpo di questi uomini, sono vere come quelle dei nostri Santi che sono stati idealizzati fin ora, ci svela che nella movenza di una mano-mano o di uno sguardo esiste anche  il movimento di una Chiesa rivolta solo a se stessa e  ci fa capire che la bellezza del pensiero va ricercata  nella religione come nel quadro dipinto, e che  la verità  ci viene in soccorso sopratutto nella vita reale, nel nostro quotidiano, nel nostro compagno o nemico che sia.

Come in un gesto abituale il  personaggio centrale  dal corpo seminudo che rompe la scena del Martirio di San Matteo egli.. afferra il polso del Santo con una sicurezza e una presa abituale  sconcertante
e,nell'attimo prima di trafiggerlo questo personaggio,  si china in una postura da" Prigione " (per poi scomodare l'altro Michelangelo)
 lui gli ruba la posa, ma non la sofferenza, che è dell'altro, Buonarroti  è  più intro-verso
Caravaggio al contrario agisce da mandante dipingendo questo sanguinario personaggio (con movimenti da  villano ) quasi un grido.
Ecco l'assassino brandisce una spada che alla luce del patibolo-altare  stà per  uccidere.

Il chirichetto  corre verso destra scappando all'agguato (quasi una resa di conti), grida all'omicidio amplificando il movimento della scena
 dunque adesso, il sipario è pronto, si apre, e gli spazi si distinguono , le figure seminude posti in primo piano aspettano a convertirsi , mente il Caravaggio li usa Furbamente, per creare una prospettiva ornamentale rinforzata, loro attendono invano il proprio   battesimo.
Loro assistono allo scempio già  pentiti di questa conversione battesimale , osservano passivi.
...già loro che somigliano tanto al personaggio sanguinario,stanno  fissi  fermi come statue immobili e oziosi
ancora una volta il Caravaggio specula alla loro vocazione omertosa, e li usa  per amplificare una opposizione compositiva, con l'irruenza del gesto di questo giustiziere, che squarcia la nostra scena e ci travolge.
Il Caravaggio si affida  al gioco di mano, che aperta (corre al riparo scomodando ancora il nostro beneamato Buonarroti) del San Matteo quasi per schermare la violenza e aprire la mano alla luce redenta  provenire dall'alto questa mano  che non afferra la palma dell'angioletto che su una nuvola in alto con un gesto circense cade in soccorso  del santo, e  ci ricorda il suo martirio.
Quanta omertà esiste in questa scena religiosa, che ha la violenza e il sentore di un agguato camorrista.
Ancora una volta per il  Caravaggio ciò che vede nel quotidiano è fondamentale egli lo usa per scardinare la nostra iconografia egli ancora, ricompone il fatto (come una merlettaia) e lo ripropone in questa  versione  sacra.

Mi giungono con una certa urgenza le risposte alle domande:
in che modo sia conveniente, farmi rapire e sottrarre dalla mia realtà?
 Lui , Carvaggio mi serve per non dimenticare che la sacralità risiede in ogni luogo che vedo nel mio quotidiano, non come dimensione ma sopratutto come forma, e che Cristo con lui è rimasto uomo, e che la forza della forma si completa  con la magia della vero-somiglianza ovvero una sorta di Homo Sacro.

...a cosa serve? che me ne faccio?
 privatamente serve per ricordare che il dramma  non risiede nella finzione dell'ombra e che esso, incontra la massima forza solo con il  bagliore e l'inganno della luce ,mi serve come monito a memoria  da non ripercorrere.

             SPECCHIO....... L'Arte del riflesso

Oggi tornando a casa ho incontrato  il mio parrucchiere Luigi e tra le solite chiacchere a un certo punto parlando, il mio sguardo ha incrociato la mia immagine,mi sono imbattuto in uno specchio... e come avviene di solito ci si dà un'aggiustata ai capelli, un'occhiata veloce e un saluto cortese e via.." ciao alla prossima"...
Poi il ricordo mi ha portato lontano in ricordi da bambino, quando io con mio fratello Bruno andavamo dal parrucchiere per tagliarci i capelli,ricordo che era un grosso problema,io stavo male un giorno prima.
Purtroppo a noi piacevano i capelli lunghi e l'idea di doverseli tagliare  era una tragedia.LUTTO
Mi ricordo quando arrivava il momento fatidico, battendo l'asciugamano(come un torero) il barbiere diceva IL PROSSIMO io spingevo mio fratello che non si poteva sottrarre dal carnefice, era li, già a cavallo di quella sedia sinistra, snodabile,poi il barbiere con voce alta,semi confidenziale ti domandava :" come li tagliamo"?
 per noi non esisteva un modello vero e proprio.... dicevamo.. con voce timida  un po qui un po li il ciuffo nooo per carità...
poi nel corso d'opera il barbiere al solito non capiva niente e nella confusione di parlare, li tagliava ..a suo piacimento terribilmente corti
tu che volevi fermarlo, ma alla fine ti affidavi alla sua clemenza e ti rassicuravi ...saprà lui..
Poi alla fine quando eri quasi pelato si fermava... prendeva uno specchio da tavolo circolare dal cassetto, e ti specchiava la nuca dal retro e domandava se andava tutto bene...
Lo avrei ammazzato!!
Si bene,
 lui con un gesto vigoroso afferrava la scopa e come un novello "caronte" gettava via i miei capelli morti sul pavimento.

Già lo specchio
 che riflette la mia immagine virtuale,
già perchè quello, quello non sono io
 egli riflette sulla mia immagine
egli incrocia la mia immagine
per un momento ancora
resisto
esistono artisti che si sono concentrati sull'uso della luce e del riflesso, già appunto dallo specchio.
Ma che cos'è lo specchio e perché un'artista decide di riferirsi allo specchio come mezzo e  utilizzo per comunicare?
e che utilità può avere per me?, o meglio  mi domando la solita frase in che modo quest'opera d'arte è giusto che mi  possa rapire sottraendomi dalla certezza della mia realtà??
Forse quest'artista mi vorrà dire qualcosa di nuovo?
Egli s'infrange sullo specchio come la sua arte , s'infrange così  allo stesso  istante  la mia immagine riflessa , si materializza per l'attimo per sparire per sempre
la mia persona entra nella superficie metallica delle sue opere già appunto specchiandosi.
esercizi di ri-flessi, riflessioni apparenze di luci e bagliori,specchiandosi in passerelle di gente  che di passaggio  attraversano queste lamine d'acciaio,  veloci guizzi di pensiero effimero.
 La luce essa si vera, viene catturata in un gioco ordinato di molecole, che distribuite sulla superficie in piano sono  pronte a riflettere le immagini.
 Specchi fissi  come delle  sentinelle stupide rivolte con lo sguardo sulla realtà,  custodi di condominio ,attenti e  pronti a domandare:
 " Lei dica, dove và "?
Già ma bisognerebbe informare questo artista!!!
INFORMIAMOLO
 OGGI ESISTONO  LE TELECAMERE che registrano con memoria... memorizzando queste  beghe condominiali , registrano queste pure situazioni.
Ma poi..che forse memorizzare  è già molta fatica?
forse potrebbe  non interessare al nostro amico?
Egli specula sulla mia immagine , la riflette e  mi ruba la sagoma  intrappolandomi in questi fondali specchianti  prospettici che lui ama  chiamare immagine sul futuro.
Ecco mi ritrovo mio malgrado in una pura situazione, di fatti e situazioni  a me  estranei .
 Egli immobilizza il momento  come fosse  una" mantovana di carta" carta velata, incollata su un'angolo d'acciaio ,  figure immobili, che materializza, e  dove s'aggira come su una giostra, il  primo indizio,e credo l'unico  di questo  "rebus".
Un flusso di persone s'impossessano dello sfondo, attraversano fluttuanti questi pannelli carichi di luce riflessa, essi creano un movimento spazio-tempo opposto all'immobilismo della figura illustrata- bidimensionale questa campitura ,incollata alla superficie dell'opera,il  ritaglio  illustrato estrapolato alla   fotografia  dal gusto  pop  ,  un ritaglio perento della pagina di un  vecchio quotidiano  .
  Ecco allora vibra la superficie d' acciaio tirato a lucido


























...buscando casa


venerdì 1 dicembre 2017

Deposizione Domestica 2016

....L'arte non è trucco ,inganno,palliativo, per Russo Maresca, ma strepitio frenato,insulto che ritrae il proprio gesto ribelle, di schianto, quasi per atavica obbedienza ad un servizio militare della pittura."

estratto dal saggio di Marco Vallora 2004

lunedì 27 novembre 2017

Pasquale Russo Maresca Taller el Perro Rojo Kosice Hrciarska Ulica 2014

pasquale russo maresca sette settimi di volto 2000-2004 brest francia

pasquale russo maresca libro premio morlotti imbersago vincitore 2004

pasquale russo maresca 2 Queretaro 2010.MOV

sette settimi di volto 2010 biblioteca Miguel Lerdo de Tejada russo mare...

russo maresca pasquale academia san carlos 2 inaugurazione siete septim...

pasquale russo maresca Accademia de San. Carlos n. 4 MEXICO sette sett...

Vittorio Sgarbi Retrato 2008

PALAZZO DELLE STELLINE 2 MILANO giugno 2011 russo maresca pasquale

Palazzo te Mantova 150°anniversario unità italia biennale padiglione lom...

54esima Biennale d'arte Biennale di Venezia 2011 Padiglione italia russ...

Antonin Artaud Dipingere il Soggettile Pasquale russo Maresca

domenica 24 settembre 2017

i Perfetti Kosice 2012


 ..... i personaggi dei miei quadri sono soggetti prima che persone».  lavora la materia in superficie, con una procedura immediata, costruendo indizi narrativi di facile lettura. La fissità delle sue figure, come sculture parlanti, rivelano nella loro geometria una costante idea di perfezione. I volti  non lasciano trasparire nessun inganno ottico o percettivo di facile manipolazione tecnica, le fisionomie nella loro sofferenza saltano all’occhio impossessandosi di uno spazio prima  fisico e poi  mentale.
una maturità di pensiero, è scritto nella nota a catalogo, che nella sua violenza costruisce, scomponendo e riassemblando i volti ossuti, una forma nuova a “sette settimi”. Il pensiero che si reimpossessa della forma, è la descrizione data dall’artista alle sue ultime opere della serie “i perfetti”.



Od 20. septembra 2012 bude v galériách Taller el Perro Rojo z Košíc vystavených dvadsať zmiešaných techník na strednom formáte papiera umeleckého umelca Pasquale Russo Maresca. Je to po prvýkrát taliansky autor na Slovensku po nedávnej mexickej scéne. Z jeho diel uvádza, že "postavy v mojich obrazoch sú predmetom pred ľuďmi". Russo pracuje na povrchu s okamžitým postupom a vytvára ľahko čitateľné rozprávanie. Pevnosť jeho postáv, podobne ako rozprávajúca socha, odhaľuje vo svojej geometrii konštantnú predstavu o dokonalosti. Obličky neodhaľujú žiadne optické alebo vnímavé podvody ľahkej technickej manipulácie, fyziognómy v ich utrpení skočia do očí, ktoré preberajú prvý fyzický a potom duševný priesto

sabato 1 luglio 2017

Modulo 2004 catalogo a cura di Marco Vallora milano

"
....L'arte non è trucco ,inganno,palliativo, per Russo Maresca, ma strepito frenato,insulto che ritrae il proprio gesto ribelle, di schianto, quasi per atavica obbedienza ad un servizio militare della pittura."

estratto dal saggio di Marco Vallora 2004

martedì 20 giugno 2017

La Virtu Corre nel Tempo

Lo Spazio e il Tempo sono come granuli(granulare) che si muovono nello Spazio e attirano a se delle particelle in un'insieme di punti, queste minuscole particelle elementi  intelligenti si uniscono fra loro dando vita al segno-primario che è una sorta di raggruppamento di piccoli elementi naturalmente potenzialmente ricchi di senso e  che possiedono fra loro un progetto condiviso naturale.
Questo raggrupparsi di punti e nello stesso tempo una fase germinale di azioni che vertono a una causa comune e cioè, creano, così facendo  il segno, la traccia  distinta dell'idea-secondaria.
Quando ci si trova in circostanze simili si può tranquillamente parlare di aggrega-azioni , o meglio un raggruppamento di idee, particelle, e segni che possiedono un obbiettivo comune, dare forma e vita a un progetto comune e ampio ,potremmo dire IL FUCILE E CARICO,  se sollecitato  realizza la forma in una veramente compiuta da Ordine,  segno -secondario o forma  destinata.
Nello stesso tempo la Materia  passa da uno stato di disgregazione naturale primaria a una aggregata - ordinata programmata.
Questi segni  attirano a se vari punti del Volto, catturando come delle barre magnetiche la materia- organizzata che si aggrega dando forma al Volto in Espansione.

giovedì 1 giugno 2017

HOMO MARESCUS -PALAZZO ZANARDI LANDI

Nella giornata di Sabato 10 giugno alle ore 18.00 nelle sale recentemente restaurate di Palazzo Zanardi 
, si terrà la mostra personale di Pasquale Russo Maresca che espone le 19 tavole del suo codice 
proporzionale anatomico sette settimi di volto , con una installazione dal nome CODIGOS.
in queste tavole( in tecnica mista su tavola) è rappresentato un volto ideale per l'artista, prende così forma la nuova specie umana, Homo Marescus,



 nell'estratto del saggio di Tommaso Trini  che scrive:
​" 
dipingere può contribuire a modificare il corredo genetico alla nostra specie? La storia delle arti già ricca di influenze dirette sui costumi dei popoli. Adesso affaccia ipotesi creative sulle modifiche del corpo,dei sensi, delle energie psicofisiche. Danza e teatro affinano esperienze del volo in scena, simili alle fluttuazioni astronomiche nel vuoto. Scultura, pittura, video, film, inscenano metamorfosi realistiche di ibridi, chirurgie, reti cerebrali, criogenetica umana, e altre varianti dell’umana storia del vivente; per non parlare di tatoo e bioarte. Monta l’evoluzionismo figurale laddove scema l’avanguardia oggettuale. Le arti aprono il linguaggio all’evoluzione dello stesso genoma umano, immaginando mutazioni delle nature viventi, in sintonia con gli esperimenti tecno-scientifici, quando non in anticipo. Tale è lo sfondo cui ci rivolgono i quadri conturbanti di Maresca, dove i crani dilatati con occhi non più solo frontali ispirano un homo marescus, futuribile ma antico..:”




Un uomo costruito in sette settimi unità frazionale preferita dal Russo, egli dà forma alla possibile struttura umana, 
interagendo 
con nuovi spazi.

In che modo interagisce questo uomo ?,
aprendo la fisionomia giocando con altri spazi con vuoti apparenti vuoti che muovono il volume
saturando ogni possibilità di frazionamento in nuove proporzioni.
(Il mio intento non è costruire una regola, ma al contrario cercare di porre dei dubbi, aprire il tutto ad altre possibilità)....
dunque per Maresca la ricerca dell'equilibrio passa attraverso una misura ideale per instaurare nuove indagini con lo spazio
creando delle " aggregazioni" di materia....
Egli evidenziando la struttura del cranio ipotizza un vero pensiero, uno sguardo, una suggestione, e dunque uno stato
d'animo

HOMO MARESCUS

Animo:

Indipendente
posseggo un animo costante
le situazioni esterne non mi coinvolgono
posseggo in basso al petto un termostato di difesa, che si attiva meccanicamente e stabilisce il mio umore
l'equilibrio è preciso.
Io sono capace di gestire le situazioni
e tesso strategie, di attacco rispetto ad eventi avversi
il lutto, la fame, e la sete e la fatica.
Il mio codice genetico è programmato a stabilire regole
posseggo una predisposizione naturale alla lotta e sono incline alla sofferenza.
Ho ereditato dalla nascita il verso del" grido."
In fase adulta
sono in grado di generare" Passioni",.
Mi attrae il dettaglio
la precisione mi suscita grande interesse
m'interessa ricostruire con il mio intuito e acuta indagine una esatta descrizione degli eventi, mi coinvolgono le minuzie e rielaboro ciò che vedo
Stabilendo nuovi significati
Sperimento verso il mio corpo una riduzione di stati di necessità
fame.
Instancabile consumatore di cioccolata che nutre la mia "autostima"
non rifiuto le sfide, sopratutto quelle senza una utilità pratica.
La mia mente mi induce a un' accellerazione del pensiero che è capace all'ascolto di diverse cose.
La mia intelligenza si sviluppa con molta rapidità e trova soluzioni .


Fino al 25 Giugno

martedì 11 aprile 2017

                                     
 HOMO
 MARESCUS

Animo:

Indipendente
 posseggo un animo costante
 le situazioni esterne non mi coinvolgono
 posseggo in basso al petto un termostato di difesa, che si  attiva  meccanicamente e stabilisce il mio umore
 l'equilibrio è preciso.
Io sono capace di gestire le situazioni
 e tesso strategie, di attacco rispetto ad eventi  avversi
 il lutto, la fame, e la sete e la fatica.
Il mio codice genetico è programmato a stabilire regole
 posseggo una predisposizione naturale alla lotta e sono incline alla sofferenza.
Ho ereditato dalla nascita il verso del" grido."
In fase adulta
 sono in grado di generare" Passioni",.
Mi attrae il dettaglio
 la precisione mi suscita grande interesse
 m'interessa ricostruire con il mio intuito e acuta indagine una esatta descrizione degli eventi, mi coinvolgono le minuzie e rielaboro ciò che vedo
Stabilendo nuovi significati
Sperimento verso il mio corpo una riduzione di stati di necessità
 fame.
Instancabile consumatore di cioccolata che nutre la mia "autostima"
non rifiuto le sfide, sopratutto quelle senza una utilità pratica.
La mia mente mi induce a un' accellerazione del pensiero che è capace  all'ascolto di diverse cose.
La mia intelligenza si sviluppa con molta rapidità e trova soluzioni .

lunedì 30 gennaio 2017

La Travesia de La Pintura

el dia 6 de marzo se inaugura la exibicion de Pasquale Russo Maresca, en la sede de Associazione Language Academy via Cimarosa 4 Milano



Pasquale Russo Maresca: La travesía de la pintura.

“Toda obra de arte abre a su vez una nueva interrogación.
Para ella no hay una palabra definitiva y ése es el valor
Indomable del arte: desde su inmovilidad propone un movimiento constante, como el de la vida”
Juan García Ponce en Felguerez

El universo de trazos en la pintura de Pasquale Russo Maresca, pintor italiano es una cartografía luminosa, una compuerta que nos deja contemplar la luz de su fuerza.

La obra de Pasquale es un continente visual que aborda la fuerza la forma, lo conocí en la ciudad de México, donde la biblioteca Miguel Lerdo de Tejada, donde se le organizaron dos exposiciones; de ahí una fructífera amistad nació.
Pasquale viaja por todo el mundo, es un Marco Polo moderno, no cabe duda que la diversidad de formas ha formado un mosaico de colores.

Pasó unos días en casa La Torre de Duna, donde pudo conocer a diversos autores de La Generación de la Ruptura, entre otros artistas como Manuel Felguérez, Vicente Rojo, Roger Von Gunten y Francisco Corzas por citar algunos que encontró en mi biblioteca y se quedó impresionado con la crítica de Juan Garcia Ponce, quien articuló a toda esta generación que tuvo que abrirse paso entre la absoluta cerrazón entre el poder gubernamental que cerraba la puerta a diversas manifestaciones que se consideraban transgresoras para su tiempo, en un ensayo que trabajo sobre su obra se apunta algo del autor:


“Los libros del autor son una reflexión constante al sentido de la escritura, nada le fue ajeno: escribió teatro, ensayo, cuento y novela, la generación a la que perteneció, del Medio siglo fue piedra de toque de una visión amplia y cosmopolita, cuando México miraba solo hacia sí mismo, las palabras debían de ser revisadas por censores en la prensa, radio y la televisión, la figura del cuerpo y las relaciones eróticas debían concentrarse exclusivamente a las habitaciones cerradas y sin luz; es precisamente esta generación de notables escritores - José Emilio Pacheco, Salvador Elizondo por citar algunos- que con su pluma e impulso, no solo desde la trinchera de las letras, sino como promotores de escritores universales, brindaron al mundo cultural en México una visión de ruptura, en donde el discurso de lo nacional y sus valores debía de entenderse en el plano del mundo; ese movimiento permanente que se generó en las galerías de arte, conferencias, ciclos de cine, que no pude disfrutar por mi temprana edad, pero si conocer con el paso del tiempo me permitió tener una visión, un mapa cultural, por así decirlo, de la continuidad en el tiempo sin proponérselo con los escritores de la generación de “Los Contemporáneos”.
Pasquale es un pintor de la mirada precisa y el trazo exacto, herencia de su genética italiana, influencia de Miguel Ángel, en su obra hay ecos del tiempo, una reloj que no ha cesado de girar.




“..Lo que está en juego es la verdad del cuerpo
y su posibilidad de reflejar, haciéndola aparecer a través de él,
la verdad del espíritu...”
Juan García Ponce en Teología y pornografía.

La obra de Pasqueale es un bosque de cuerpos, rostros, torsos humanos, gestos en éxtasis, formas abigarradas que se unen en el tiempo; al leer la obra del artista, insisto en el término lectura, porque es a través de su obra, que hay una revisión en el tiempo, pienso de inmediato de ese arco que en la escultura de Miguel Ángel, inmortalizada, porque y no podría ser de otra forma, Pasquale es romano de nacimiento sus primeros años fueron en ese espacio, “ La ciudad eterna”, donde su formación visual fue el histórico legado para la humanidad de la imperial roma con sus monumentos, iglesias, que , bien reza el dicho “ La infancia es destino”, queda claro en la mirada el sino de Pasquale.

También es un lector voraz y eso le ha abierto cauces para su propia obra; durante su estancia en México hablamos sobre el arte de pintores europeos Klimt , Picasso, recuerdo que en una ocasión observó una pintura de un artista y de inmediato me comentó “ Plagio”, yo no comprendía de inmediato el significado que le trataba de decirme que ese pintor, que para él estaba reproduciendo un estilo sin aportar, quiero aclarar que no descalificaba el arte del otro pintor, pero para Pasquale del arte debía ser innovador, una expresión propia en cada pincelada, que pueda rebasar las fronteras de la razón y enfrentarnos al lienzo de manera directa, sin el tamiz de la razón, el arte de la pintura en Pasquale al mismo tiempo crea en mi opinión un encuentro con el tiempo, veo esa influencia en los pintores romanos, pero al tiempo, es signo de sus tiempos, de un mundo de emociones que va registrando en cada de sus cuadros.

El canon de belleza de Pasquale es nuevo-renacentista, una luminosidad en el trazo. Las sombras que marcan el contorno de su pintura; la profundidad y el espejo de los cuerpos que se expresan en cada obra.
No es casual que Pasquale me pidiera que en el presente ensayo incorporara algunos elementos del arte de García Ponce, porque le interesó la mirada del autor para entender el arte, sobre todo, en el arte abstracto; pienso que existen a la manera de André Breton, “Vasos comunicantes” entre ambos, porque la mirada, de aquel que pinta sobre un lienzo y aquel que contempla y le brinda a su vez un nuevo significado, es una revelación que define el arte, entre diversas generaciones, un puente de historias y de color.







La inteligencia de la interrogación y la interrogación de la inteligencia
En Pasquale prevalecen estos dos conceptos, la inteligencia, entendida como una afirmación de la pintura que busca la revelación del objeto y la interrogación permanente de nuevas formas de creación, los rostros se muestran siempre diversos, como el que habita en cada lienzo; es una afortunada coordenada en el tiempo, el inquietante concepto del arte donde los caminos coinciden.

Pienso que nos queda mucho por admirar de la pintura de Pasquale, una evolución natural, una travesía de formas en el tiempo, la travesía de la pintura…

Ángel Aurelio González A.

Ciudad de México, 9 de septiembre del 2016.